La Comunità Residenziale

La scelta per una sede residenziale sita in un contesto a forte caratterizzazione naturalistica e lontana da centri abitati risponde ad una serie di motivazioni tra cui:

  • Importanza di interrompere anche a livello concreto, oltre che simbolico, un ripetersi di comportamenti coattivi ed autolesivi
  • Creazione di un contesto teso a favorire l'auto-osservazione, la analisi esistenziale, il confronto con compagni di percorso

- Ritorno ad una armonizzazione con ritmi "naturali", ad un vivere " katà physis " (secondo natura, in greco) come metafora di una ricerca di elementi essenziali e "costitutivi" del vivere al di là dei moduli spesso alienanti della urbanizzazione

- Possibilità di affrontare quell' horror vacui a cui tanti comportamenti assuntivi si riconducono. Stare con il "vuoto" può rappresentare quel punto di svolta da una continua fuga dalla propria ombra verso una ritrovata familiarità con se stessi, le proprie paure, i propri mostri persecutori che tali non sono più se solo siamo aiutati ad affrontarli e a conoscerli con l'aiuto di un terapeuta formato e di compagni di viaggio con cui condividere l'esperienza di un nuovo incontro con se stessi

- Una più agevole possibilità di impegno lavorativo per alcune ore al giorno a contatto con aspetti della natura da cui trarre un nutrimento estetico, emozionale e, perché no, spirituale

- Un ritorno al "naturale" ha ancora il significato di sottrarsi ad un eccesso di "virtualità" tipica del nostro tempo dove le simulazioni del gioco, di realtà virtuali e fittizie hanno spesso il sopravvento sulla dimensione del reale

 

- la possibilità, infine, di affrontare i nostri nodi esistenziali irrisolti dandoci finalmente quel tempo e quella concentrazione che meritano con l'aiuto di persone che a questo compito hanno dedicato la loro professione

- rivisitare il proprio percorso di vita cogliendone le luci e le ombre per farne un bilancio che ci permetta di sanare "il rosso" che possiamo aver accumulato non solo a livello economico ma soprattutto affettivo e recuperare quei valori su cui poter reimpostare una esistenza piena e soddisfacente.



Il nostro Paese si distingue per la ricchezza di trattamenti ambulatoriali e residenziali mirati al superamento delle condizioni di tossicodipendenza. Tale condizione patologica è collegata nella stragrande maggioranza dei casi alla dipendenza da eroina e, in minor misura, da alcool. Mancano allo stato attuale risorse di trattamento per altre patologie che, pur avendo all'origine una struttura di personalità predisposta alla dipendenza (addiction prone personality) si diversificano in una gamma di diverse espressioni fenomeniche che vanno dal gioco d'azzardo patologico, alla sex addiction, all'abuso di Internet, all'abuso di ecstasy, cocaina ed altri stimolanti.

Per tali condizioni morbose risultano generalmente improponibili sia interventi medico-psicologici offerti dai Ser.T. - a causa della pregiudiziale nei confronti di servizi abitualmente frequentati da tossicodipendenti fortemente caratterizzati da una patologia emarginante - sia di tipo comunitario a causa dei lunghi periodi generalmente previsti per i programmi di recupero.

La tipologia dei "nuovi dipendenti" si esprime inoltre in una gamma estremamente diversificata a livello sociale, cultural, di età e di censo rendendo difficile un inserimento in contesti terapeutici predisposti per popolazioni terget assai più omogenee e quindi meno adatte ad immissioni da parte di soggetti con storie personali e problematiche socio-adattive diverse e fortemente diversificate.

Ne deriva un forte disagio nella possibilità di offrire utili e realistici sbocchi terapeutici in situazioni che, seppure non ricalcano la devastante drammaticità di quadri di eroinomania primaria, comportano comunque forti elementi di sofferenza psico-adattiva ai singoli, alle famiglie ed alla collettività.

Si rende pertanto urgente sviluppare nuove forme di intervento che recepiscano l'esperienza di altri paesi dove simili esperienze sono state esplorate e propongano nuovi modelli che meglio si adattino ad una problematica in continua trasformazione.

OBIETTIVI DELL'INTERVENTO TERAPEUTICO SPECIALISTICO INTENSIVO

Gli obiettivi del percorso residenziale breve si identificano nei seguenti punti:

  • esplorazione della storia personale e identificazione di eventuali disturbi della personalità che hanno messo in atto e successivamente perpetuato l'incapacità di regolare i propri impulsi e di realizzazione di un soddisfacente progetto di vita
  • riappropriazione delle componenti emozionali, cognitive, relazionali e comportamentali disfunzionali assumendone la personale responsabilità come individui adulti evitando la attribuzione a situazioni esterne, il mondo, gli altri
  • rivisitazione della storia affettiva e analisi dei possibili meccanismi di compensazione - attraverso il gioco compulsivo, l’abuso di una sostanza o altri comportamenti di dipendenza o a rischio - della possibilità di strutturare soddisfacenti rapporti di intimità e di relazione costruttiva
  • messa a punto della situazione economico-lavorativa con programma di rientro di eventuali situazioni debitorie e di reinvestimento su possibili prospettive di lavoro

Aforismi dell'azzardo

  • Gioco d'azzardo. Passatempo il cui piacere consiste in parte nella coscienza dei propri vantaggi, ma soprattutto nello spettacolo delle perdite altrui.

    Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, 1911

  • Giocare (dico del gioco grosso, il gioco d'azzardo che può portare la fortuna favolosa o l'irrimediabile precipizio), giocare non è divertente, nel senso leggiadro della parola. Anzi è una cosa, con quella tensione senza respiro, profondamente faticosa.

    Massimo Bontempelli, Il Bianco e il Nero, 1987

  • Alle tre del mattino l'odore di un casinò, il fumo e il sudore danno la nausea. A quell'ora, il logorio interiore tipico del gioco d'azzardo – misto di avidità, paura e tensione nervosa – diventa intollerabile. I sensi si risvegliano e si torcono per il disgusto.
    Ian Fleming, Casinò Royale, 1953

  • Non esiste il "gioco d'azzardo sociale". O sei lì per strappare il cuore a un altro e divorarlo... o sei un fesso. Se questa scelta non ti piace... non giocare.

    Robert Anson Heinlein, Lazarus Long l'Immortale, 1973

  • Gioco d’azzardo. È il contrario del gioco, ed è assurdo che abbia lo stesso nome. Mentre il gioco è fondato sulla possibilità di maneggiare le proprie forze, il gioco d’azzardo è basato sul rifiuto di agire: in un caso c’è l’azione, nell’altro la passione.

    Valerio Magrelli

  • Il giocatore d'azzardo quanto più è bravo nel suo mestiere, tanto più è disonesto.
    Publilio Siro, Sentenze, I sec. a.e.c.

Psicoterapia per giocatori compulsivi

Il Progetto Orthos è su "Il Sole24Ore" - In evidenza il carattere sperimentale, innovativo e di eccellenza degli interventi a beneficio dei giocatori d'azzardo problematici, patologici, e delle loro famiglie.


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