La dipendenza da smartphone

Come la televisione ed il computer, anche il telefonino rappresenta uno strumento tecnologico di crescente utilizzo che, come dimostrano recenti e numerosi studi, è anche un oggetto verso il quale si può sviluppare una vera e propria forma di dipendenza. Con la crescita del numero e dei modelli di cellulari, nonché dei servizi offerti attraverso il telefonino, si assiste infatti all'incremento di casi di quella che, in alcuni paesi, è già diventata una "malattia sociale" e che è stata definita "telefonino-dipendenza", "cellularomania" o "cellulare-addiction". Dal telefono al telefonino: cambiamenti socio-psicologici della comunicazione telefonica.

Life Skills Di Piero Cattaneo

Perché definire abilità e competenze per la vita (Skills for life)? L'esigenza di definire delle "skills for life" (o più brevemente life skills) intese come "quelle abilità, competenze che è necessario apprendere per mettersi in relazione con gli altri e per affrontare i problemi, le pressioni e gli stress della vita quotidiana", viene avvertita in modo generalizzato a livello mondiale negli anni 80. L'ampia diffusione di fenomeni di dipendenza da sostanze psicotrope (alcool, tabacco, droga, ....) è effetto e spesso anche causa del diffondersi di forme di disagio a livello individuale e sociale (violenza, furti, aggressioni, dispersione scolastica, disoccupazione, ecc...) hanno messo in crisi gli interventi di prevenzione decisi dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e attuati in vari Stati soprattutto in ambito scolastico e nelle situazioni deputate all'apprendimento, dalla famiglia ai centri di formazione.

“EDUCARE ALLE LIFE SKILLS” Documento originale a cura di Roberto Calia (2007), adattamento per Orthos a cura di Cristina Perilli

L'età evolutiva rappresenta una fase dell'esistenza umana di estrema importanza per lo sviluppo della persona; dalle vicissitudini e dalle esperienze, negative e positive, vissute nelle diverse tappe dell'età evolutiva, dall'infanzia all'adolescenza, dipende in larga parte il destino della persona, determinato dall'inestricabile intreccio fra fattori biologici, psichici, sociali, ambientali. Da qui, il grande interesse che le istituzioni deputate alla tutela della salute hanno sempre profuso verso le condizioni facilitanti di un "armonico sviluppo psico-fisico" dei bambini e dei giovani, nell'alveo naturale del gruppo primario facilitante tale sviluppo, ossia la famiglia, e nella scuola, ambito privilegiato della socializzazione. Universalmente condiviso il giudizio di priorità assegnato ai programmi di prevenzione rivolti alle fasce di popolazione in età evolutiva, più recentemente il dibattito si è spostato sui modelli e sui paradigmi stessi da utilizzare per perseguire le finalità di miglioramento della salute nelle popolazioni.

Ricerca “Net Children Go Mobile”

Il 53% dei ragazzi tra i 9 e i 16 anni possiede uno smartphone e il 48% lo utilizza quotidianamente per andare online. L'86% dei bambini e dei ragazzi italiani tra i 9 e i 16 anni dice di "sentirsi più vicini ai propri amici" grazie al telefonino. Questi sono i primi dati emersi dal nuovo progetto di ricerca Net children go mobile, finanziato dal Safer Internet Programme. È stato somministrato un questionario a 2.000 ragazzi utenti internet tra i 9 e i 16 anni e ai loro genitori in Danimarca, Italia, Regno Unito e Romania. Le differenze fra paesi, nell'uso dello smartphone e del web, sono ancora notevoli. Giovanna Mascheroni, ricercatrice OssCom-Centro di ricerca sui Media e la Comunicazione dell'Università Cattolica di Milano e coordinatrice di Net Children Go Mobile, commenta: «In Italia il 42% dei ragazzi che usano internet accede alla rete quotidianamente dallo smartphone o da un cellulare abilitato.

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Aforismi dell'azzardo

  • Gioco d'azzardo. Passatempo il cui piacere consiste in parte nella coscienza dei propri vantaggi, ma soprattutto nello spettacolo delle perdite altrui.

    Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, 1911

  • Giocare (dico del gioco grosso, il gioco d'azzardo che può portare la fortuna favolosa o l'irrimediabile precipizio), giocare non è divertente, nel senso leggiadro della parola. Anzi è una cosa, con quella tensione senza respiro, profondamente faticosa.

    Massimo Bontempelli, Il Bianco e il Nero, 1987

  • Alle tre del mattino l'odore di un casinò, il fumo e il sudore danno la nausea. A quell'ora, il logorio interiore tipico del gioco d'azzardo – misto di avidità, paura e tensione nervosa – diventa intollerabile. I sensi si risvegliano e si torcono per il disgusto.
    Ian Fleming, Casinò Royale, 1953

  • Non esiste il "gioco d'azzardo sociale". O sei lì per strappare il cuore a un altro e divorarlo... o sei un fesso. Se questa scelta non ti piace... non giocare.

    Robert Anson Heinlein, Lazarus Long l'Immortale, 1973

  • Gioco d’azzardo. È il contrario del gioco, ed è assurdo che abbia lo stesso nome. Mentre il gioco è fondato sulla possibilità di maneggiare le proprie forze, il gioco d’azzardo è basato sul rifiuto di agire: in un caso c’è l’azione, nell’altro la passione.

    Valerio Magrelli

  • Il giocatore d'azzardo quanto più è bravo nel suo mestiere, tanto più è disonesto.
    Publilio Siro, Sentenze, I sec. a.e.c.