Gioco d’azzardo
Quando il gioco
smette di essere un gioco.
Slot, scommesse sportive, poker, gratta e vinci, casinò online. Il gioco d’azzardo è molto diffuso e oggi è sempre a portata di telefono. Per alcune persone diventa un problema che toglie soldi, tempo e fiducia.

Cosa succede davvero
Quasi sempre si comincia per svago o per curiosità. Poi si gioca più spesso e più a lungo, si rincorrono le perdite, si cerca la puntata che sistema tutto. Online è ancora più facile: si gioca da soli, a qualsiasi ora, e i soldi sembrano meno reali.
In ambito clinico si parla di disturbo da gioco d’azzardo. Dietro la definizione c’è una storia che ha poco a che vedere con la forza di volontà.
Come si riconosce
Non esiste un solo segnale, ma alcuni ricorrono spesso:
- si gioca più di quanto ci si era promessi;
- si gioca per rifarsi delle perdite, o per non pensare ad altro;
- si nascondono o si minimizzano il tempo e i soldi spesi;
- si chiedono prestiti o si accumulano debiti;
- senza giocare ci si sente irrequieti o irritabili;
- la famiglia, il lavoro e le amicizie ne risentono.
Bastano anche pochi di questi segnali per chiedere un parere.
Che cosa c’è sotto
Il gioco serve spesso a qualcosa: spegnere l’ansia, riempire il vuoto o la noia, sentirsi vivi per qualche minuto. Finché quel bisogno resta com’è, smettere regge a fatica.
Come lavoriamo a Orthos
Orthos è nato proprio come programma sul gioco d’azzardo, ed è l’area su cui abbiamo più esperienza.
Il percorso dura 21 giorni a Podere Noceto, in campagna, vicino a Siena. Si lavora con la terapia di gruppo e con colloqui individuali, con il corpo, con l’arte e con la natura, in un luogo protetto dove ci si può finalmente fermare. Alla base c’è la Psicoterapia della Gestalt, che guarda la persona intera, corpo, mente ed emozioni, e parte da quello che succede qui e ora. Dopo i 21 giorni il rientro è pensato come un atterraggio morbido, con un sostegno individuale e in videochiamata di gruppo.
Sul gioco abbiamo anche dei dati. In uno studio pubblicato su 140 persone il punteggio medio alla SOGS, una scala dei sintomi di gioco patologico, è passato da 13,15 a 4,11 al follow-up, in media dopo 1,7 anni. Dati e limiti dello studio sono nella pagina Ricerca ed esiti.
Prima di tutto, un colloquio
Per cominciare basta un colloquio conoscitivo, riservato e senza impegno, per te o per un familiare. Serve a comprendere la situazione e a decidere insieme se Orthos è il posto giusto.
Se oltre al gioco ci sono altri problemi, come alcol, droghe o una forte depressione, conviene dirlo subito: se ne parla fin dal primo colloquio.
Altre aree
- Sostanze
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Le informazioni di questa pagina non sostituiscono un consulto clinico. Per un’emergenza chiama il 112.